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Elvis Presley


Elvis Presley
Nazionalità: Usa Usa,
Genere: Rockabilly
Rock'n'roll
Pop-Rock
Rock
Country pop
Periodo attività: 1953 – 1977
Album pubblicati: 61
Studio: 22
Ep:
Live:
Raccolte:11
Foto del gruppo: Immagini
Sito ufficiale:
 

Storia

Elvis Aaron Presley (Tupelo, 8 gennaio 1935 – Memphis, 16 agosto 1977) è stato un cantante, attore, musicista e ballerino statunitense. È stato uno dei più celebri cantanti del Novecento, una vera e propria icona culturale, fonte di ispirazione per molti musicisti e interpreti di rock and roll e rockabilly, tanto da meritarsi l'appellativo di il Re del Rock and Roll o The King ("il Re"). La sua presenza scenica e la mimica con cui accompagnava le sue esibizioni hanno esercitato notevole influenza sulla cultura statunitense e mondiale. In particolare, i movimenti oscillatori e rotatori del bacino, oltre a destare scandalo, gli procurarono l'appellativo di Elvis the Pelvis ("Elvis il bacino"), anche se egli stesso non amava molto questo soprannome, come più volte ammise durante le interviste concesse all'inizio della carriera.
La sua attività musicale nell'arco di oltre un ventennio è stata poliedrica e multiforme: la sua notevole produzione discografica, la sua intensa attività concertistica e i suoi molteplici interessi hanno spaziato dal rock and roll (di cui, complice il periodo storico nel quale intraprese la carriera, è solitamente considerato tra i principali artefici e l'idolo indiscusso) ai generi rhythm and blues, country and western, gospel, spiritual, traditional, melodico e pop, quest'ultimo inteso nel senso più ampio del termine.
In Italia fu fonte di ispirazione per cantanti quali Adriano Celentano, Little Tony e Bobby Solo, in Francia per Johnny Hallyday e in Inghilterra per Billy Fury. La sua figura, nell'immaginario collettivo, ha oltrepassato nettamente il confine che divide un fenomeno prettamente musicale da un tipico della cultura pop, assurgendone a icona. Dopo la morte, il fenomeno si è ulteriormente intensificato, rendendo Presley un vero e proprio oggetto di culto e venerazione per molti fan.
Eccetto sei concerti tenuti in Canada verso la fine degli anni 1950, non si esibì mai fuori degli Stati Uniti. Nel corso della sua carriera ha visto le sue canzoni approdare più volte nella Top Chart della rivista Billboard, punto di riferimento per le vendite nel mercato discografico statunitense.
Sul mercato britannico, Presley piazzò ventuno singoli in vetta alle classifiche di vendita, a volte con permanenze di 80 settimane al primo posto. I suoi 45 giri rimasero in classifica per 1277 settimane, mentre i long playing contenenti i brani da lui incisi stazionarono ininterrottamente nella Top 10 dal novembre 1958 al luglio 1964.
In ventiquattro anni di carriera ha pubblicato 61 album, vendendo oltre un miliardo di dischi in tutto il mondo e conquistando il record di dischi venduti da un solo cantante.

«Da piccolo ero un sognatore. Leggevo i fumetti e diventavo l'eroe della storia. Guardavo un film e diventavo l'eroe del film. Ogni sogno che ho fatto si è avverato un centinaio di volte.»

(Elvis Presley)

La nascita e i primi anni di vita


Casa natale di Elvis Presley
La casa natale di Elvis Presley all'indirizzo 306 Elvis Presley Drive, Tupelo, Mississippi

Elvis Aaron Presley nacque l'8 gennaio 1935 nella città di Tupelo, nello Stato del Mississippi, sopravvivendo al gemello, Jessie Garon Presley, che morì appena nato. Tra i suoi antenati vi erano uno scozzese e, in piccola parte, un cherokee. A causa delle critiche condizioni economiche nelle quali la sua famiglia versava, l'infanzia del futuro cantante fu povera e disagiata, ma i suoi genitori cercarono di colmare le carenze che all'epoca lo affliggevano facendolo oggetto di molto affetto.
Il padre Vernon Presley, di origini Gipsy scozzesi, faceva lavori saltuari; la madre, Gladys Love Presley (nata Smith) svolgeva anch'essa lavori precari. La famiglia Presley in quell'epoca abitava in una modesta dimora, situata nelle vicinanze di Tupelo, in prossimità del quartiere abitato dalla comunità afro-americana. Tale abitazione è diventata in seguito meta di pellegrinaggio per i suoi fan, come del resto la ben più famosa "Graceland".
Di tale periodo della sua vita il cantante in seguito serbò sempre un ricordo intenso, tanto che nelle rare interviste che concesse successivamente ne fece spesso menzione, ponendo l'accento sul rapporto affettivo che lo legava ai suoi genitori, e in modo particolare alla madre. I suoi genitori erano assidui frequentatori della Chiesa evangelica delle Assemblee di Dio americane, e proprio durante lo svolgimento di tali riunioni, Elvis cominciò a entrare in contatto con il mondo della musica.
Nel 1946, Elvis ricevette in regalo dai genitori una chitarra, tramite la quale imparò da solo i primi rudimenti musicali cercando di riprodurre ciò che ascoltava dalla radio.
Il futuro cantante partecipò circa tre anni dopo anche a un concorso organizzato per dilettanti, sponsorizzato dalla locale stazione radiofonica, la "WECO", e in quel frangente egli si esibì per la prima volta di fronte a un pubblico di una certa consistenza, durante lo svolgimento della "Mississippi Alabama Fair and Dairy Show", una manifestazione fieristica a carattere locale, interpretando, accompagnandosi con la chitarra, un brano che era stato un classico di Red Foley, Old Shep, e nella classifica che venne stilata in seguito riuscì a classificarsi al secondo posto. Circa una decina di anni dopo, lo stesso brano fu inciso in studio dal cantante e incluso in uno dei suoi primi album di successo, venne pubblicato durante il periodo in cui fu scritturato dalla RCA Records, mentre stava dando la scalata alla notorietà e la sua fama non era più confinata in un ristretto ambito di carattere locale.
La famiglia Presley durante il periodo della sua permanenza a Tupelo dimorò in diversi quartieri, prima presso la zona "Commerce Street", trasferendosi poi presso "Mobile Halley", e infine a "North Gleen Street". Tutti luoghi non certo residenziali, ma lontani geograficamente dalla miseria del ghetto abitato dalla gente nera, presso il quale una certa retorica sviluppatasi successivamente attorno alla figura del cantante ha sempre fissato la sua residenza durante il periodo della sua adolescenza.
Dal momento che il padre Vernon Presley non riusciva a trovare un'occupazione stabile a Tupelo, nel settembre 1948 la famiglia Presley decise di trasferirsi a Memphis, nello Stato del Tennessee, con la speranza di migliorare le sue condizioni di vita. La famiglia Presley nel maggio 1949 trovò sistemazione in un piccolo nucleo residenziale nelle vicinanze del complesso delle "Launderdale Courts", il locale quartiere delle case popolari.
Il futuro cantante, ormai adolescente, frequentava con mediocre profitto la scuola locale, chiamata "Humes High School", ma nella nuova città continuava a incontrare grosse difficoltà a costruirsi delle amicizie stabili e a legare con i suoi coetanei, a causa del suo carattere schivo e introverso. Egli inoltre nel corso di quel periodo mostrava ancora un eccessivo attaccamento verso i suoi genitori, e in modo particolare alla madre, mentre il suo look, reputato atipico e in qualche modo rivoluzionario, non lo rendeva affatto popolare tra i suoi compagni di scuola e i suoi conoscenti.
Mentre all'epoca solitamente gli altri ragazzi sfoggiavano un taglio di capelli corto, ordinato, e ispirato ai dettami di uno stile militare, egli invece prima lasciava che i suoi capelli rossicci raggiungessero una lunghezza notevole, e poi li compattava raccogliendoli in un vistoso ciuffo cementato da dosi abbondanti di brillantina, che abbinava ad altrettanto lunghe e vistose basette. Successivamente, quella particolare acconciatura venne adottata da una miriade di suoi fan, assurgendo al ruolo di simbolo di un'epoca, i "favolosi anni cinquanta", almeno quanto lo sono diventati i jukebox, le Cadillac, i Drive-in, e le bottigliette della Coca-Cola, peculiari icone dello stesso periodo storico.
Il futuro cantante inoltre era solito adottare un abbigliamento particolare, con abiti caratterizzati da uno stile pacchiano e appariscente, contraddistinti da tagli particolari e colori sgargianti, manifestando già all'epoca una tendenza che consolidò nel corso della sua esistenza.
Girovagando per Beale Street egli ebbe anche l'occasione di assistere a svariate esibizioni di bluesman come B.B. King e Furry Lewis, appassionandosi contemporaneamente al genere di musica da loro proposto. Contrariamente alla maggioranza della popolazione originaria del sud degli Stati Uniti, il cantante non faceva distinzioni di razza e, indifferentemente, frequentava ambienti sia della comunità bianca, sia della comunità nera. Conseguenza di questo suo atteggiamento fu anche il suo approccio disinvolto con le diverse culture musicali, che in seguito fu una delle ragioni che gli consentirono di raggiungere il successo come artista.
Durante il corso degli anni cinquanta, le stazioni radio statunitensi erano divise in due categorie, quelle che trasmettevano esclusivamente musica "bianca", ovvero interpretata da artisti dalla pelle chiara, e quelle che trasmettevano musica "nera", interpretata da artisti neri. Il futuro cantante, scevro da pregiudizi razziali, le ascoltava entrambe, finendo in tal modo per assorbire simultaneamente le influenze di artisti musicali sia bianchi sia neri.

I primi passi nel mondo della musica


La chitarra Gibson di Elvis
La chitarra Gibson J200, posseduta da Elvis, esposta a Graceland

Con lo scopo di migliorare le sue condizioni economiche e quelle della sua famiglia, egli incominciò a cercare un'occupazione stabile, e, dopo qualche tempo, la trovò presso la Crown Electric, una ditta che si occupava di impianti elettrici, presso la quale venne assunto come camionista. Un giorno, transitando casualmente per la Union Street, la via dove si affacciava la sede dello studio di una modesta casa discografica, denominata Sun Records, di proprietà di Sam Phillips, scoprì che chiunque, recandosi presso la stessa e sborsando una somma irrisoria (quattro dollari), poteva registrare un disco dimostrativo, che successivamente poteva portarsi a casa, e magari ascoltare con il proprio grammofono tra le mura domestiche.
Elettrizzato da quell'opportunità il 18 luglio del 1953 decise di registrare un disco, con l'intenzione di regalarlo alla madre, che in quel periodo era prossima al compimento degli anni. Il titolo del brano scelto per l'occasione fu quello di una vecchia ballata, il cui titolo era My Happiness. Si presentò dunque al cospetto di Marion Keisker, la segretaria che lavorava presso lo studio della piccola etichetta discografica, che acconsentì alle sue richieste, e l'incisione venne effettuata.

L'avvio della collaborazione con la Sun Records


Gli studi della Sun Records, a Memphis
Gli studi della Sun Records, a Memphis

Sam Phillips ascoltò casualmente il materiale che era stato tratto da quella prima ingenua esibizione, ne intuì le potenzialità artistiche e convocò immediatamente due turnisti che già avevano lavorato nel suo studio in passato, il contrabbassista Bill Black e il chitarrista Scotty Moore, con l'intenzione di creare un team musicale, il cui compito sarebbe stato quello di collaborare con la sua giovane scoperta, perseguendo l'obiettivo di raggiungere dei risultati artisticamente validi. Dalle testimonianze fornite da coloro che si rapportarono con il giovane cantante in quegli anni, si desume che egli, pur non essendo in grado di leggere gli spartiti, possedesse un notevole orecchio musicale, con il quale sopperiva alla sua mancanza di preparazione e alle sue carenze di natura teorica.

Chitarra Fender Coronado di Elvis
La chitarra Fender Coronado II appartenuta a Elvis

Dimostrava poi di possedere una spiccata predilezione per strumenti musicali come la chitarra acustica, dalla quale non si separava mai, utilizzandola per accompagnarsi coreograficamente, sin dallo svolgimento delle sue prime esibizioni, nonché successivamente, per tutto il corso della sua carriera. Con l'evolversi della stessa tale strumento divenne una parte fondamentale e imprescindibile della sua immagine, mentre l'altro strumento per il quale il cantante manifestava una notevole predilezione era il pianoforte, che prese l'abitudine di suonare allo scopo di rilassarsi tra una session e l'altra cantando qualche brano di musica gospel, abitudine questa che conservò per tutto il corso della sua vita.
Molte delle chitarre possedute durante lo svolgimento della sua carriera artistica dal cantante, assurte per i suoi fan allo status di reliquia, sono ancora visibili a Graceland, così come lo è un pianoforte di foggia particolare, completamente placcato in oro, che rappresenta un tipico esempio di quelle eccentricità di cui egli, a partire da un certo momento della sua vita, amò circondarsi.

L'avvio della carriera artistica

Seguendo il consiglio ricevuto da Sam Phillips, il cantante incominciò allora a collaborare con i due session man, continuando a provare con loro per ore e ore nuovi brani, o riarrangiando e vivacizzando pezzi già noti con l'apporto innovativo della sua voce, del suo particolare stile e degli arrangiamenti che il gruppo continuamente provava e riprovava, perfezionando in tal modo la sua tecnica di esecuzione, e concorrendo alla formazione di un gruppo affiatato, e valido artisticamente. Scotty Moore, che qualche tempo dopo sarebbe diventato anche il suo primo manager ufficiale, sfruttando le sue conoscenze si adoperò allora allo scopo di promuovere la figura dell'emergente cantante presso i locali circuiti musicali, e successivamente incominciò a collaborare con i primi due anche D. J. Fontana, un abile batterista.
Il gruppo che si era formato venne battezzato con il nome di Blue Moon Boys e i suoi membri parteciparono attivamente alla lavorazione delle pellicole interpretate dal cantante, interpretando il ruolo che rivestivano nella realtà. Inoltre essi lo accompagnarono anche nel corso delle sue esibizioni negli show prodotti dalla televisione nazionale che ebbero luogo a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta. Due dei tre membri ufficiali del gruppo ricomparvero anche durante il corso della lavorazione dello show televisivo definito il'68 Elvis Comeback Special, trasmesso dalla televisione nell'anno 1968. Dall'organico del complesso mancava però Bill Black, poiché era deceduto prematuramente circa due anni prima, a causa di un tumore maligno al cervello.

Microfono anni 50 utilizzato da Elvis
Un microfono usato da Elvis nei primi anni cinquanta

Durante una notte di luglio del 1954, dopo avere provato con loro per ore e ore senza essere riuscito a prodursi in qualcosa che reputasse accettabile o soddisfacente, Elvis vinse la sua proverbiale timidezza e disse, rivolgendosi agli altri astanti: «La conoscete questa?», cominciando contemporaneamente a suonare, caratterizzandolo con il contributo del suo stile e della sua mimica, e vivacizzandolo mediante l'apporto innovativo di un ritmo molto particolare e frenetico, un vecchio pezzo appartenente al genere country, scritto tempo addietro da Arthur Crudup, che qualche anno prima era già stato portato al successo da altri artisti, intitolato That's All Right, Mama. Sam Phillips allora, folgorato dall'atipicità di quanto stava ascoltando, uscì dalla sala di regia entusiasta e li fermò dicendo: «No, non la conosco, ma io di questo ne faccio un disco!!!».
Il cantante fu scritturato ufficialmente da Sam Phillips e da quel momento in poi cominciò a collaborare e a incidere dischi sotto l'egida della Sun Records. Egli incise brani come That's All Right (Mama), Blue Moon of Kentucky, Good Rockin' Tonight, Baby Let's Play House, titoli ora considerati dei classici, che all'epoca contribuirono a catapultare rapidamente il nome del giovane cantante tra quelli che già da tempo apparivano nelle zone alte delle classifiche inerenti alle stelle della musica del Sud degli Stati Uniti. Lo stile della musica proposta dall'emergente artista appariva alle orecchie degli ascoltatori così diverso e rivoluzionario, tanto che essi spesso telefonavano ai DJ che la proponevano presso le radio locali per cercare di scoprire chi fosse quel "nero che cantava canzoni country", oppure chi fosse quel "bianco che cantava pezzi blues".
Il cantante conquistò poi un singolare primato, poiché era l'unico artista che appariva, raggiungendo in entrambi i casi buoni piazzamenti, sia nelle classifiche attinenti alla musica rhythm and blues, sia nelle classifiche attinenti alla musica country. Il verificarsi di quella situazione gli consentì di raggiungere una certa notorietà, benché essa fosse comunque ancora ristretta in un ambito di carattere prettamente locale. Successivamente egli cominciò a esibirsi, ovviamente accompagnato dal suo gruppo, generalmente durante lo svolgimento di qualche manifestazione fieristica di carattere locale, raccogliendo solitamente riscontri positivi.
Con l'evolversi della situazione si accorse che la sua nuova occupazione era totalmente inconciliabile con il lavoro che svolgeva presso la Crown Elettric, e decise quindi di licenziarsi dalla ditta presso la quale sino ad allora aveva svolto la sua attività lavorativa. Questo suo gesto sancì anche ufficialmente la data di inizio della sua nuova carriera artistica, in quanto, da quel momento in poi, sarebbe anche stata la sua unica fonte di reddito. In quel periodo i mezzi d'informazione locali cominciarono a definirlo con soprannomi come "The Hillbilly Cat" o "The King of Western Bop".

Il consolidamento della carriera in ambito locale


Elvis, foto promozionale della Sun Records del 1954
Elvis in una foto promozionale della Sun Records scattata nel 1954

Un disco inciso da Elvis per la Sun Records, Blue Moon of Kentucky
Un singolo inciso da Elvis per la Sun Records, Blue Moon of Kentucky

Albert Goldman, in alcuni paragrafi della sua biografia, ha posto l'accento sull'imparzialità di quell'enorme apparato propagandistico che aveva sempre gravitato attorno al personaggio. In effetti nell'accezione più comune, e in modo particolare per i suoi fan più incalliti, le gesta del cantante sono sempre state ammantate da un'aura leggendaria, che lo ha sovente raffigurato come il detentore di una qualche forma di potere soprannaturale, e in conseguenza di ciò capace di raccogliere sempre e comunque consensi totali e incontestabili di fronte a qualsiasi tipo di platea.
In realtà ciò non risponde al vero, poiché, principalmente agli albori della sua carriera, le contestazioni non solo non mancarono, ma talvolta furono anche di notevole entità, e la loro conseguenza principale fu il verificarsi di clamorosi e per il cantante frustranti insuccessi. Il 25 settembre del 1954, forte dei responsi positivi che aveva ottenuto sino ad allora, e che si riflettevano sulla posizione che il suo nome occupava nelle classifiche inerenti alla musica country, il giovane cantante si esibì in quello che da sempre era considerato il tempio di quel genere musicale, il Grand Ole Opry di Nashville.
La tipologia di pubblico che solitamente frequentava quel tipo di manifestazioni, gli tributò però inaspettatamente un'accoglienza molto fredda, perché l'immagine che il cantante palesava attraverso lo svolgimento delle sue esibizioni era totalmente inconciliabile con la mentalità dello stesso, di natura prettamente puritana e bigotta. Reduce da quel grave e inaspettato insuccesso la settimana seguente il cantante si esibì durante lo svolgimento della manifestazione che da sempre era considerata agli antipodi della precedente, ossia al Louisiana Hayride, di Shreveport, ove invece gli venne tributata un'accoglienza entusiastica, e dove ottenne una scrittura, tanto che per tutto il corso dell'anno 1955, continuò a esibirsi presso la stessa, ottenendo sempre riscontri ampiamente positivi.
Scotty Moore frattanto si defilò, e il nuovo manager dell'emergente cantante diventò Bob Neal che, maggiormente introdotto negli ambienti musicali rispetto al precedente, riuscì a procurargli una serie di ingaggi presso alcune località. Assieme a quelli che nel frattempo erano stati battezzati i "Blue Moon Boys", egli si produsse nel suo primo tour ufficiale, e in circa tre settimane attraversò il Sud degli Stati Uniti, dopo essere partito dalla città di New Orleans, nella Louisiana, essersi esibito in città dell'Alabama, della Florida, della Georgia, della Virginia, e avere concluso il ciclo di spettacoli nella città di Chattanooga, nello Stato del Tennessee.
Durante lo svolgimento di quel tour, il cantante si accorse che il suo stile scatenato e la sua mimica provocatoria, mutuati entrambi a suo tempo dalle esibizioni degli artisti neri alle quali aveva assistito durante la sua adolescenza, e che avevano caratterizzato in modo particolare il suo stile sin dalle sue prime esibizioni, sortiva un effetto nullo, se non controproducente, quando si trovava al cospetto di un pubblico composto da soggetti adulti. Sovente in presenza di spettatori appartenenti a questa tipologia, egli fu fatto oggetto di violente contestazioni, che diedero origine a conseguenti clamorosi e frustranti insuccessi.

Elvis e Scotty Moore nel 1956
Elvis e Scotty Moore nel 1956

Ben diversi però erano gli esiti delle sue esibizioni, allorquando esse avvenivano al cospetto di un pubblico composto da giovani, poiché proprio in quei frangenti il cantante si accorse di possedere una notevole dose di carisma sulla platea e, confortato dai positivi riscontri che egli otteneva quando tali circostanze si verificavano, indirizzò tutti i suoi sforzi verso quella direzione. Durante lo svolgimento dei suoi spettacoli, in presenza di quel tipo di pubblico la situazione si evolveva rapidamente in modo a lui favorevole, e gli astanti solitamente non tardavano a manifestare in ogni modo possibile la loro approvazione e il loro entusiasmo per le esibizioni a cui stavano assistendo.
Proprio a partire da quel periodo cominciarono a verificarsi, in concomitanza con lo svolgersi delle esibizioni del cantante, notevoli e ripetute manifestazioni di isteria collettiva. Questa fenomenologia si verificava maggiormente se gli spettatori che componevano il pubblico che assisteva alle sue esibizioni era formato da quelli che venivano definiti i "teenager" (giovani, adolescenti) e in misura maggiore se essi appartenevano al sesso femminile.
In svariate occasioni egli dovette faticare allo scopo di preservare la sua incolumità personale, poiché non riusciva a portare a termine le sue esibizioni in modo regolare, dal momento che in molte occasioni ben prima che il suo spettacolo giungesse al termine, veniva assalito da orde di ragazzine urlanti e isteriche, che lo aggredivano allo scopo di strappargli brandelli degli abiti che indossava, con l'intento di potersi appropriare di qualcosa che fosse stato a contatto con la sua persona, o chiedergli un autografo, o ancora prodursi in una qualche forma di approccio di natura sessuale con lui. In altre circostanze, egli fu fatto oggetto di vere e proprie aggressioni fisiche, perpetrate da parte di fidanzati gelosi dell'ascendente che egli esercitava sulle loro predilette, e in molti casi la situazione degenerò.
Quando si verificavano tali episodi al cantante non rimaneva altra alternativa se non quella di interrompere la sua esibizione e allontanarsi celermente dal palco sul quale si stava esibendo scortato e difeso dalle autorità locali. Tale tipologia di manifestazioni, la cui genuinità e autenticità è comprovata in modo inconfutabile da una serie di filmati amatoriali realizzati all'epoca durante lo svolgimento delle sue esibizioni, finì per diventare una parte essenziale e imprescindibile di quella particolare aura leggendaria che proprio in quel periodo nacque e successivamente si diffuse rapidamente attorno alla figura dell'emergente personaggio.
Presso l'immaginario collettivo tale alone di leggenda, oltre ad accompagnare indissolubilmente il cantante sino alla fine dei suoi giorni, nonché anche dopo, posteriormente al suo decesso, in seguito entrò anche celermente a fare parte di tutta quella pittoresca iconografia che a partire proprio da allora cominciò a svilupparsi e a gravitare attorno all'immagine dell'artista. Un giornalista in quel periodo chiese al cantante delle delucidazioni inerenti all'esagitato dinamismo che sfoggiava durante lo svolgimento dei suoi spettacoli, e a tal proposito egli così si espresse: «Si deve dare spettacolo per attirare la gente, altrimenti ognuno se ne starebbe a casa sua, senza uscire per venirmi a vedere...».
Interpellato in seguito sullo stesso argomento, in un'altra occasione, il cantante così si espresse: «C'è chi muove le gambe, chi schiocca le dita e chi si muove da una parte all'altra. Io faccio un po' tutto assieme, direi.» Sempre interrogato sulla medesima questione, in un'altra occasione ancora, Elvis disse: «Il ritmo è un qualcosa che o si ha o non si ha, ma quando ce l'hai [...] hai tutto!». Sam Phillips invece, pronunciò queste parole: «Alle radici di questo mito c'è ancora oggi tanto mistero. Nessuno può dire di conoscere veramente bene l'uomo Presley [...] Era complicato, pieno di contraddizioni e anche insicuro in privato, ma sul lavoro era sempre profondamente convinto di ciò che faceva, e non si sbagliava mai».

Le accuse di razzismo


Billy Ward con Elvis nel 1955
Billy Ward, cantante R&B e leader dei "Billy Ward and his Dominoes" con Elvis in un'istantanea scattata nel 1955

Quando Dewey Phillips mandò in onda per la prima volta That's All Right, Mama su Radio Memphis, molti ascoltatori telefonarono alla radio per avere informazioni sul cantante, dando per scontato che fosse nero. Degno di nota il fatto che sin dagli albori della sua carriera, il cantante espresse sempre rispetto per gli afro-americani e disprezzo per le norme tipiche della segregazione razziale.
Intervistato nel 1956 sulle circostanze nelle quali era nato il suo interesse per il mondo musicale, ricordò come nella sua infanzia avesse ascoltato con interesse la musica proposta dal bluesman Arthur Crudup (autore di That's All Right (Mama)), e come essa lo avesse ispirato a intraprendere la successiva carriera musicale. Il The Memphis World, un giornale afroamericano, riferì come il cantante, "il fenomeno Rock 'n' Roll, avesse infranto le leggi della segregazione razziale a Memphis, frequentando il parco divertimenti locale che era solitamente frequentato dalla gente nera". Tali dichiarazioni portarono il cantante a essere generalmente ben accolto nella comunità nera durante gli albori della sua celebrità.
Viceversa, molti adulti bianchi lo considerarono alla stregua di un depravato, a causa delle movenze delle sue esibizioni, ritenute oscene, che egli proprio dalla gente nera aveva mutuato. Nonostante il parere ampiamente positivo che la gente nera aveva del cantante, intorno alla metà del 1957 si diffuse la voce che egli, intervistato da un giornalista, si fosse a un certo punto così espresso: «L'unica cosa che i negri possono fare per me, è comprare i miei dischi e lustrarmi le scarpe».
Un giornalista del settimanale americano Jet, Louie Robinson, cercò di indagare sulla veridicità della notizia. Sul set del film Il delinquente del rock and roll, luogo dove il cantante gli concesse un'intervista, Elvis negò categoricamente di avere mai detto una frase del genere e affermò di non essere in alcun modo un razzista. Durante lo svolgimento della sua indagine, il giornalista non raccolse alcuna prova del fatto che la frase fosse stata mai effettivamente pronunciata.
La tesi secondo la quale il cantante si fosse pesantemente ispirato alla musica della gente nera per edulcorarla e renderla più appetibile alle orecchie dei bianchi per ricavarne profitto, trova numerosi proseliti. In particolare il musicista afroamericano Jackie Wilson si è preoccupato di smentire questa teoria, affermando: «Un sacco di persone hanno accusato Elvis di rubare la musica dei neri, quando in realtà, quasi ogni artista solista nero ha copiato i suoi modi di fare!». Nella sua carriera, Elvis non disconobbe mai l'enorme debito di carattere musicale che aveva contratto nei confronti dei musicisti neri.

Il consolidamento della carriera in ambito internazionale

Il 22 novembre del 1955 il contratto che legava il cantante a Sam Phillips, che a causa delle modeste dimensioni e dei conseguenti limiti logistici e organizzativi della sua piccola etichetta manifestava sempre maggiori difficoltà a gestire la fulminea ascesa della sua giovane scoperta, venne ceduto da quest'ultimo al colosso discografico della Radio Corporation of America, per l'allora cifra record di circa 35 000 dollari. Paradossalmente Sam Phillips in precedenza, qualche mese prima di scritturare il cantante aveva affermato: «Se trovassi un bianco che canta con l'anima di un nero diventerei miliardario».
Curiosamente, il primo singolo che il cantante incise sotto l'egida della RCA non venne tratto da un brano di genere Rock and roll, ma da una canzone di netta ispirazione blues, dal titolo Heartbreak Hotel (L'Hotel dei cuori spezzati), che ottenne un ottimo riscontro di carattere commerciale a livello internazionale e che contribuì al consolidamento della notorietà del cantante in un ambito geograficamente molto più esteso rispetto a quello precedente. Coloro i quali all'epoca collaborarono con lui durante le sedute di registrazione ricordano ancora il peculiare comportamento posto in atto dal cantante in sala di incisione, poiché egli tendeva a eseguire i brani che stava incidendo in studio con lo stesso esagitato dinamismo di cui faceva largo sfoggio durante le sue esibizioni dal vivo.

Elvis sul palco a inizio carriera
Elvis sul palco a inizio carriera

Questo suo modo di operare causava l'insorgere di non pochi problemi di natura organizzativa poiché i suoi collaboratori, allo scopo di cercare di raggiungere un risultato finale tecnicamente accettabile, erano di fatto costretti a inseguirlo fisicamente in giro per lo studio, mentre egli incideva i nastri che erano l'oggetto di quella seduta. Nessuno di loro però mise mai in discussione la professionalità del cantante, tanto che in seguito intervistato sull'argomento così si espresse al riguardo Steve Sholes, che all'epoca dello stesso diventò il nuovo produttore: «Elvis era capace di incidere un'ottantina di tracce della stessa canzone, e senza neanche riascoltarle, decidere con sicurezza qual era la migliore, quella da utilizzare per incidere il disco da commercializzare...».
Sempre in quell'epoca, cominciò a collaborare stabilmente con il cantante e il suo complesso un gruppo vocale composto da quattro validi coristi, denominato The Jordanaires. Tale quartetto, supportato dalle sue particolari doti vocali, già godeva all'epoca di una buona reputazione in qualità di esecutore di brani spiritual, gospel, e folk. Furono proprio i suoi membri a divenire successivamente anche il gruppo autore, oltre che esecutore di quegli accompagnamenti corali che costituirono una delle parti fondamentali della struttura musicale dei brani dai quali vennero tratti i singoli incisi dal cantante durante il corso del successivo decennio. Tali accompagnamenti corali, amalgamandosi perfettamente con la voce del cantante, contribuirono a contraddistinguere vocalmente in un modo particolare tali singoli, tanto che gli operatori del settore discografico definivano la loro impronta musicale con l'appellativo di "Presley Sound".
I Jordanaires parteciparono sia agli show televisivi ai quali il cantante presenziò, sia alla lavorazione di alcune pellicole cinematografiche di cui egli era protagonista, interpretando il ruolo che rivestivano nella realtà, e dopo il decesso dello stesso incisero vari album contenenti cover di brani che ai tempi avevano rappresentato i suoi più grandi successi discografici. Sempre nella loro veste di coristi hanno inoltre partecipato spesso alle manifestazioni commemorative che lo riguardano organizzate in ogni parte del mondo, e collaborato anche con i migliori "Elvis impersonator".

La nascita del sodalizio artistico con il colonnello Tom Parker


Elvis e il Colonnello Tom Parker
Elvis e il Colonnello Tom Parker

Sempre in quel periodo il cantante fece anche la conoscenza del colonnello Tom Parker, che dopo qualche tempo diventò il suo nuovo manager ufficiale, sostituendo Bob Neal. Quando ciò accadde nacque anche un ferreo sodalizio artistico, che per circa vent'anni legò indissolubilmente il manager con il suo assistito, e il cui termine fu sancito giocoforza soltanto dal decesso di quest'ultimo. Il colonnello Tom Parker, che era un personaggio scaltro e smaliziato, intuì il valore delle potenzialità artistiche del suo assistito e si attivò allo scopo di farlo esibire negli show organizzati dalla televisione nazionale, rendendo così possibile il suo ingresso simultaneo in tutte le case statunitensi.
Il rapporto che nel corso di tutta la sua carriera legò il cantante e il suo manager, molto proficuo a livello economico per entrambi, finì per diventare un argomento di accesa discussione presso i suoi fan più devoti. In merito la vulgata più diffusa è quella che definisce il colonnello Tom Parker come un individuo dal passato equivoco, venale, astuto e cinico, nonché gran giocatore d'azzardo, mentre il suo protetto come un soggetto docile e remissivo, animato da buoni sentimenti, e propenso a eseguire le direttive che il suo manager gli impartiva senza discutere, perlomeno la maggior parte delle volte.
Solitamente per i fan del cantante, se da un lato il colonnello - grazie alle sue indubbie capacità manageriali - fu dunque l'artefice delle sue enormi fortune commerciali, dall'altro - a causa del suo temperamento cinico - fu anche il principale responsabile del suo successivo declino. Il colonnello, nel corso di una delle rare interviste che concesse, così si espresse a proposito del suo assistito: «Quando conobbi Elvis, possedeva milioni di dollari di talento [...] ora possiede solamente milioni di dollari!».
Peculiare poi l'esosità delle richieste di carattere economico che egli avanzava, ogniqualvolta qualcuno gli proponeva offerte in denaro allo scopo di ingaggiare il suo assistito, tanto che dopo avere ricevuto da un potenziale cliente un'offerta di 50 000 dollari per contrattualizzare il cantante, così si espresse: «Per me va bene [...] ma per il ragazzo quanto offrite?». Coloro i quali all'epoca informarono il colonnello Parker dell'avvenuto decesso del cantante, rimasero decisamente allibiti dall'indifferenza e dallo scarso coinvolgimento emotivo che egli manifestò in quel frangente, poiché egli reagì alla notizia freddamente, come se si fosse palesato improvvisamente un problema imprevisto da risolvere e nulla più.

La produzione discografica degli anni cinquanta


Ed Sullivan con Elvis, ottobre 1956
Ed Sullivan con Elvis, ottobre 1956

Il cantante intraprese ufficialmente la sua carriera artistica incidendo, nel 1954, il primo singolo sotto l'egida della Sun Records. Tale singolo recava inciso sul lato A il brano That's All Right, Mama, e sul lato B il brano Blue Moon of Kentucky. Il secondo singolo inciso dal cantante, sempre nel corso del 1954, fu quello contenente nel lato A il brano Good Rockin' Tonight, e nel lato B il brano I Don't Care If the Sun Don't Shine.
Successivamente, nel corso del 1955, il cantante incise il singolo contenente sul lato A il brano Milkcow Blues Boogie, e sul lato B il brano You're a Heartbreaker. Il secondo singolo che nel corso dello stesso anno egli incise, fu quello contenente nel lato A il brano Baby Let's Play House, e nel lato B il brano I'm Left, You're Right, She's Gone. Il terzo singolo inciso dal cantante nel corso di quell'anno, che fu anche l'ultimo disco caratterizzato dall'essere inciso sotto l'egida della Sun Records, fu quello contenente nel lato A il brano Mystery Train, e nel lato B il brano I Forgot to Remember to Forget. I singoli in questione furono commercializzati sia nella versione edita nel formato a "78 giri", sia in quella edita nel formato a "45 giri". Allorquando il cantante venne contrattualizzato dalla RCA, cominciò a incidere album editi nel formato a "33 giri", il primo dei quali, caratterizzato dall'autobiografico titolo Elvis Presley, conteneva sia brani interpretati quando era ancora scritturato dalla Sun, sia brani interpretati dopo la sua successiva scrittura da parte della RCA.
Circa vent'anni dopo, nel corso dell'anno 1977, il gruppo britannico dei Clash si ispirò palesemente alla grafica che ne caratterizzava la copertina, allorquando essi pubblicarono il loro album intitolato London Calling. Successivamente il cantante incise un secondo album, caratterizzato dall'altrettanto autobiografico titolo Elvis, contenente solamente brani incisi dopo l'avvenuto cambio di casa discografica. Entrambi gli album in questione vennero pubblicati nel corso dell'anno 1956, e ottennero un ottimo riscontro di natura commerciale, contribuendo in tal modo a consolidare la fama e la notorietà del loro interprete a livello internazionale, e sono solitamente considerati dai critici e dai fan del cantante album fondamentali.
Come la maggior parte degli artisti americani che avevano in precedenza raggiunto il successo, nel corso dell'anno successivo, il 1957, il cantante incise poi un album contenente una raccolta di canzoni tradizionali di carattere natalizio, intitolato Elvis' Christmas Album, reinterpretate con l'apporto del suo stile, che riscosse anch'essa un ottimo risultato a livello di successo di vendite. Concomitante con l'avvio della carriera cinematografica del cantante, cominciò la pubblicazione delle colonne sonore tratte da alcuni dei film che egli interpretò nel corso del biennio compreso tra l'anno 1956 e l'anno 1958. Vennero in effetti commercializzati solamente i dischi contenenti le colonne sonore di due delle quattro pellicole alla lavorazione delle quali egli partecipò nel corso di quel periodo, vale a dire quelle attinenti al secondo e al quarto film da lui girati, rispettivamente Amami teneramente (Loving You) e La via del male (King Creole, 1958). All'epoca gli album redatti riversando sul vinile le colonne sonore dei film in questione concretizzarono piazzamenti e permanenze nelle varie classifiche anche migliori di quelli raggiunti dagli album incisi in studio. I brani costituenti la colonna sonora del primo e del terzo film girati dal cantante, rispettivamente Fratelli rivali (Love me tender) e Il delinquente del rock and roll (Jailhouse Rock), vennero commercializzati inizialmente solo sotto forma di singoli, e solo successivamente le colonne sonore di tali pellicole vennero incluse integralmente nei numerosi album di carattere antologico pubblicati in seguito. Durante il periodo che il cantante dedicò allo svolgimento del servizio militare, giocoforza l'attività concernente la registrazione di nuovi brani e la conseguente produzione discografica subì un arresto. Anche allo scopo di mantenere vivo l'interesse e l'attenzione del pubblico verso il suo assistito, il suo manager, di comune accordo con la casa discografica, si attivò allo scopo di fare pubblicare una serie di album di carattere antologico, contenenti in massima parte raccolte di brani incisi in precedenza dal cantante, che vennero immessi sul mercato discografico nel biennio compreso tra l'anno 1958 e l'anno 1959. Tali album, che raggiunsero come la maggior parte della produzione discografica del cantante nel corso di quel periodo ottimi risultati a livello commerciale furono nell'ordine gli album dal titolo Elvis' Golden Records, pubblicato nel corso dell'anno 1958, e i tre album successivi, pubblicati nel corso dell'anno 1959, dai rispettivi titoli For LP Fans Only, A Date with Elvis, e 50,000,000 Elvis Fans Can't Be Wrong - Elvis Gold records vol. 2.
I singoli pubblicati nel corso dello stesso periodo che ottennero maggior successo di vendite furono quelli contenenti brani come Heartbreak Hotel e I Was the One, I Want You, I Need You, I Love You e My Baby Left Me, Don't Be Cruel e Hound Dog, Love Me Tender e Any Way You Want Me, All Shook Up e That's When Your Heartaches Begin, (Let Me Be Your) Teddy Bear e Loving You, Jailhouse Rock e Treat Me Nice. Sempre nel corso dello stesso periodo vennero poi pubblicati, in modo particolare dalla RCA inglese, un considerevole numero di extended play, vale a dire dei dischi caratterizzati dall'avere le stesse dimensioni esteriori di un singolo edito nel formato a 45 giri, ma editi nel formato a 33 giri, e solitamente contenenti quattro brani incisi dal cantante, anziché due.
Come si è visto, durante lo svolgimento del servizio militare, il cantante sospese giocoforza la sua attività canora, e disertò le sale di incisione ufficiali. Tuttavia egli nello stesso lasso di tempo si produsse anche in una serie di incisioni amatoriali, riversando su nastro magnetico delle sue personali interpretazioni di brani già portati al successo da altri artisti dell'epoca. Solitamente egli interpretava tali brani accompagnandosi con il pianoforte, e personalizzandoli con l'apporto del suo stile. Tali interpretazioni, di cui permangono tracce fonografiche di mediocre o pessima qualità, sono state successivamente riversate su vinile, allo scopo di commercializzare dei bootleg, contenenti appunto tali incisioni. Fra di essi spicca quello contenente una particolare versione fornita dal cantante di un brano portato qualche anno prima al successo da un celebre gruppo doo-wop americano, The Penguins, dal titolo Heart Angel.

L'avvio della carriera cinematografica


Locandina del film La via del male
Locandina del film La via del male (King Creole)

Elvis in una foto promozionale per il film Il delinquente del rock and roll
Elvis in una foto promozionale per il film Il delinquente del rock and roll (Jailhouse Rock, 1957)

Convinto anche delle potenzialità di attore del suo assistito, il colonnello Parker si attivò, sfruttando tutte le sue conoscenze, allo scopo di inserire il cantante nei vari circuiti cinematografici. Egli sollecitò l'esecuzione di una serie di provini, che vennero effettuati presso gli studi della Paramount Pictures, e diedero tutti un esito complessivamente soddisfacente, tanto che il famoso produttore Hal B. Wallis firmò con il cantante un contratto di esclusiva per poterlo avere fra i protagonisti dei suoi film. Il contratto con la casa cinematografica Paramount Pictures vincolava il cantante per un periodo di sette anni, ed egli cominciò a lavorare stabilmente per la stessa in qualità di attore protagonista.

Il servizio militare


Elvis in una foto scattata durante lo svolgimento del servizio militare
Elvis in una foto scattata durante lo svolgimento del servizio militare

Il 20 dicembre 1957, mentre stava partecipando alla lavorazione del film La via del male (King Creole), il cantante venne chiamato allo svolgimento del servizio militare: ciò ovviamente scombinò i piani e i progetti a breve scadenza che il colonnello Parker stava elaborando per la sua carriera e conseguentemente egli cercò di ottenere un rinvio della partenza. Il tentativo ebbe successo ed Elvis ottenne allora una particolare dispensa dai comandi militari che gli consentì di posticipare la data della chiamata alle armi. In tal modo riuscì a portare a termine la lavorazione della pellicola; il 24 marzo 1958 dovette comunque presentarsi presso il locale distretto militare per la visita di leva. Il colonnello colse l'occasione per trasformare l'avvenimento in un evento mediatico, e ogni singola fase della visita di leva del cantante, del suo successivo arruolamento nell'esercito statunitense, che avvenne nel distaccamento militare di Fort Chaffee, nell'Arkansas, della sua assegnazione alla "Scuola di addestramento carristi" nel Texas, e del suo successivo arrivo a Brema, in Germania, il 1º ottobre 1958, venne ripresa, documentata e data in pasto ai mezzi d'informazione.
Il cantante venne arruolato tra le file dei militari statunitensi di stanza a Friedberg, nelle truppe di occupazione che stazionarono nel territorio tedesco per più di un ventennio dopo la fine della seconda guerra mondiale, come carrista, e accettò con umiltà il cambiamento del suo stile di vita, rifiutando i benefici derivanti dal suo status di celebrità.
Sempre a causa del servizio militare il cantante dovette rimanere lontano dalle scene per due anni; durante quel periodo, ponendo in atto un'accorta politica commerciale il colonnello Parker riuscì a mantenere inalterato l'interesse che il pubblico nutriva per il suo assistito, creando nel contempo un'atmosfera di attesa per il suo futuro rientro in patria.. Il cantante apprese poi del decesso dell'adorata madre, Gladys, che già da tempo manifestava gravi problemi di salute, avvenuta il 14 agosto del 1958, all'età di soli 46 anni, a causa di una grave epatite, e l'avvenimento contribuì a gettarlo in un grave stato di prostrazione.
Durante il periodo della permanenza in Germania Ovest, il cantante si appassionò alle arti marziali e in modo particolare al karate, tanto che con il tempo si perfezionò in quest'arte. In quel periodo Elvis prese l'abitudine di assumere farmaci stimolanti, quali la benzedrina, e ciò sancì il nascere di un'abitudine che con il passare del tempo si radicò in lui in misura sempre maggiore, diventando successivamente una grave forma di dipendenza. Durante un'intervista che concesse posteriormente al suo congedo, il cantante così si espresse: «I due anni sotto le armi mi hanno fatto riflettere. La noia è una grande madre di virtù».

Gli anni sessanta

Il ritorno

Al suo rientro negli Stati Uniti, il cantante fu assalito dai giornalisti e, nonostante da un lato palesasse atteggiamenti da divo, dall'altro egli concesse una serie di interviste, producendosi in quei frangenti in atteggiamenti docili e remissivi, con l'intento di fornire loro l'immagine di un individuo modesto, responsabile e assennato, che non si era montato la testa a causa della fama raggiunta. All'inizio degli anni sessanta nella musica i tempi stavano cambiando poiché le nuove rock band avevano ormai invaso il mercato e i teenager, che sin dagli albori della carriera di Elvis avevano sempre rappresentato la sua fetta di sostenitori più accaniti, cominciarono a dirottare il loro interesse verso i nuovi idoli musicali del momento come i Beatles, i Beach Boys e i Rolling Stones: questo stato di cose finì inevitabilmente per esercitare delle influenze anche sull'evolversi della sua carriera. Dopo il ritorno dal servizio militare, avvenuto nel 1960, il cantante dimostrò alle persone che gli gravitavano intorno di essere cambiato a livello caratteriale: il primo effetto di questa metamorfosi fu la sua tendenza a mostrarsi sempre più diffidente nei rapporti con la gente e la conseguenza di questo suo atteggiamento fu il formarsi attorno alla sua persona di una barriera impenetrabile, composta da una folta schiera di parenti, amici, guardie del corpo e di opportunisti "yes men".

Il matrimonio


Elvis e Priscilla
Elvis e Priscilla

Dopo quasi dieci anni di fidanzamento, il 1º maggio del 1967, il cantante convolò a nozze con la donna che da quasi dieci anni era assurta al ruolo di sua "fidanzata ufficiale", Priscilla Presley, e il tutto accadde durante lo svolgimento di una cerimonia privata alla quale furono invitati e parteciparono un ristretto gruppo di persone, formato dalle rispettive famiglie e dagli amici di vecchia data della coppia, presso l'albergo denominato Aladdin Hotel, nella città di Las Vegas. Circa nove mesi dopo, il 1º febbraio 1968, Elvis divenne padre, poiché il suo matrimonio venne allietato dalla nascita di una bambina, che venne battezzata con il nome di Lisa Marie: i suoi più accreditati biografi pongono spesso l'accento sul fatto che egli nutrì per tutto il corso della sua esistenza una vera e propria forma di adorazione per la figlia, con la quale ebbe un bellissimo rapporto fino alla morte.
Lisa Marie Presley, figlia di Elvis
Lisa Marie Presley, figlia di Elvis. È stata sposata, dal 1994 al 1996, con Michael Jackson

I suoi fan più accaniti hanno sempre considerato l'ex moglie del cantante come la principale responsabile del profondo stato di prostrazione in cui egli, a causa dell'avvenuta separazione, sprofondò. Secondo costoro il verificarsi di tale situazione fu anche la causa primaria del successivo pauroso incremento del consumo di psicofarmaci che il cantante, nel tentativo di combattere lo stato depressivo che lo affliggeva, proprio a partire da quel periodo pose in atto: tale comportamento lo condusse in un primo tempo rapidamente verso la dipendenza dagli stessi e successivamente al disfacimento psicofisico che divenne così evidente, anche a livello esteriore, a partire dalla seconda metà degli anni settanta.

La produzione discografica degli anni sessanta

A partire dall'inizio del decennio e per tutto il corso dello stesso, la produzione discografica dell'epoca fu incentrata soprattutto sulla pubblicazione di album contenenti le colonne sonore delle pellicole interpretate dal cantante, tanto che durante lo scorrere di quel periodo vennero commercializzati circa una trentina di dischi, che almeno per tutta la prima metà degli anni sessanta riscossero un notevole successo di vendite, in assonanza con l'ottimo responso commerciale ottenuto all'epoca dalle pellicole dalle quali venivano tratti i brani che ne costituivano il contenuto. Fra di essi si possono ricordare l'album contenente la colonna sonora della pellicola intitolata G.I. Blues (Cafè Europa), girata nel 1960, e l'album contenente la colonna sonora della pellicola intitolata Blue Hawaii, edita l'anno seguente.
Elvis insieme al produttore discografico Felton Jarvis
Elvis insieme al produttore discografico Felton Jarvis

A partire dalla seconda metà del decennio, complice il gradimento molto inferiore ottenuto dalle pellicole interpretate dal cantante, la situazione cambiò radicalmente e gli album tratti dalle loro colonne sonore raggiunsero molto più raramente buoni piazzamenti o lunghe permanenze nelle zone alte delle varie classifiche. Sempre a partire dall'inizio del decennio vennero poi commercializzati una serie di album incisi in studio contenenti brani di recente fattura, artisticamente validi, quali quelli intitolati rispettivamente Elvis Is Back!, pubblicato nel 1960, Pot Luck with Elvis, pubblicato nel 1962 e Something for Everybody, rilasciato l'anno successivo. Tali album tuttavia non raggiunsero i risultati di vendita concretizzati da quelli contenenti i brani tratti dalle colonne sonore dei film.
Queste evidenze commerciali spinsero successivamente il cantante a ridurre drasticamente la pubblicazione di album incisi in studio, e dedicarsi quasi esclusivamente alla pubblicazione di album contenenti brani che componevano la colonna sonora dei film che egli allora interpretava con un ritmo serrato. Merita poi particolare menzione l'album contenente unicamente brani di musica gospel His Hand in Mine, pubblicato nel 1960, che raggiunse buoni piazzamenti nelle varie classifiche, e che fu il primo dei tre album contenenti brani di musica "sacra" pubblicati dal cantante nel corso della sua carriera. Verso la fine del decennio, proprio quando ormai da tempo gli album prodotti incidendo brani tratti dalle colonne sonore dei film non riuscivano più a raggiungere risultati commerciali degni di nota, raggiunsero dei buoni piazzamenti nelle varie classifiche album quali quello contenente la colonna sonora dello special televisivo definito il 68 Elvis Cameback Special e i successivi, intitolati rispettivamente Back In Memphis e From Elvis in Memphis.
Sempre nel corso del decennio in questione vennero poi pubblicati alcuni album di carattere antologico, quali gli album dal titolo Elvis' Golden Records Volume 3, Elvis for Everyone e infine Elvis' Gold Records Volume 4, che contenevano raccolte di brani già pubblicati in precedenza dal cantante e che raggiunsero dei discreti piazzamenti nelle varie classifiche. I singoli che nel corso del decennio raggiunsero i migliori risultati a livello commerciale furono quelli intitolati Are You Lonesome Tonight?, It's Now or Never, e Surrender, pubblicati nel corso del biennio comprendente gli anni 1960 e 1961.

La grande passione per la musica gospel

Degno di nota il fatto che il cantante nutrì per tutto il corso della sua esistenza una passione incondizionata per la musica gospel e, ogniqualvolta gliene si presentava l'opportunità, ne interpretava dei brani, sia in studio sia dal vivo. Questa sua passione era nata quando, adolescente, si recava ad ascoltare le esibizioni dei Blackwood Brothers, e degli Stamps, due gruppi vocali celebri per la bontà dei cori nei quali si producevano durante lo svolgimento delle loro performance. J. D. Sumner, che collaborò con lui per tutto il corso degli anni settanta in qualità di corista, ne aveva fatto parte e la sua voce leggendaria raggiunse un record particolare, inserito nel guinness dei primati, cioè il primato della nota più bassa emessa dalla voce umana e di cui permanga una traccia fonografica. Per la cronaca tale nota fu emessa durante la registrazione del brano Way Down, dal quale fu tratto uno degli ultimi singoli incisi dal cantante nel corso del decennio.

La produzione discografica degli anni settanta

La produzione discografica complessiva fu enorme e diversificata per tutto il corso del decennio, poiché durante lo svolgersi del periodo furono pubblicati un considerevole numero di album contenenti raccolte di carattere antologico, realizzati di volta in volta raccogliendo brani facenti parte delle colonne sonore delle pellicole interpretate dal cantante nel corso degli anni sessanta, o raccogliendo i titoli dei singoli risalenti al periodo degli anni cinquanta, quando egli venne scritturato dalla Sun Records. In altri casi tali raccolte vennero redatte raccogliendo i titoli dei primi singoli incisi dal cantante, allorquando egli venne scritturato dalla RCA, o raccogliendo titoli incisi sempre per la stessa casa, ma più recenti, o ancora semplicemente mettendo assieme alla rinfusa una miscellanea del materiale descritto in precedenza, senza alcun ordine razionale o nesso logico. Fra di esse, in Italia si possono ricordare quelle pubblicate dalla RCA Italiana, appartenenti alla "Linea tre", e in Inghilterra quelle pubblicate dalla RCA Camden, sottomarca della RCA, sulla stessa falsariga. Furono poi pubblicati numerosi album redatti con sequenze di brani di nuova fattura incisi in studio, alcuni validi artisticamente, e fra di essi si possono ricordare quello intitolato Elvis Country (I'm 10,000 Years Old), un concept album contenente una serie di brani di musica country, e quello intitolato Elvis Sings the Wonderful World of Christmas, una raccolta di canzoni a carattere natalizio, commercializzati entrambi nel 1971. Seguì poi la pubblicazione di una raccolta di brani di tipologia gospel, intitolata He Touched Me, commercializzata nell'anno 1972.
Degno di nota anche album intitolato Aloha from Hawaii Via Satellite, contenente la colonna sonora dell'omonimo concerto, commercializzato nel 1973. Curioso invece l'album intitolato Having Fun with Elvis on Stage, una singolare raccolta contenente la registrazione dei dialoghi che il cantante intratteneva con il suo pubblico durante lo svolgimento dei suoi concerti, commercializzato nel 1974. Particolari invece i due album intitolati rispettivamente Promised Land e Today, contenenti una lunga serie di brani caratterizzati da una struttura di stampo decisamente melodico e dai quali traspariva una vena di notevole tristezza, entrambi commercializzati nel 1975.
L'ultimo album pubblicato dal cantante nel corso del decennio degno di nota fu quello intitolato Moody Blue, che conteneva una raccolta di brani di netta ispirazione country. I brani che in quel periodo ottennero maggior successo di classifica in qualità di singoli, furono, in ordine cronologico quelli intitolati rispettivamente Kentucky Rain e The Wonder of You, quest'ultimo una cover di un vecchio successo di Ray Peterson, risalente all'anno 1959, commercializzati entrambi nel 1970, There Goes My Everything, commercializzato nell'anno 1971, Burning Love, commercializzato nel 1972, Steamroller Blues, commercializzato nel 1973, Promised Land, commercializzato nel 1974, My Boy, e T-R-O-U-B-L-E, commercializzati entrambi nel 1975.
L'ultimo successo discografico del cantante nel corso del decennio in questione fu rappresentato dalla pubblicazione del singolo intitolato Moody Blue, commercializzato nel 1977, che fu anche l'ultimo disco pubblicato dal cantante prima del suo decesso, avvenuto il 16 agosto di quell'anno. Alcuni di questi titoli raggiunsero posizioni di rilievo nelle varie classifiche discografiche, sia sul mercato americano, sia su quello europeo, raggiungendo anche in qualche caso notevoli periodi di permanenza nelle zone alte delle stesse, ma apparve evidente che il cantante durante la seconda metà degli anni cinquanta, il periodo durante il quale la sua immagine si era affermata a livello internazionale, avesse raggiunto risultati ben più eclatanti.

Il declino

I problemi fisici e nella vita privata

All'inizio degli anni settanta, il cantante cominciò a manifestare problemi alla vista e, dopo essersi sottoposto a una serie di esami oculistici, scoprì di essere affetto da una forma di glaucoma secondario: di tale problema soffrì sino alla fine dei suoi giorni perché la continua esposizione alle forti luci di scena, inevitabile durante lo svolgimento dell'attività concertistica, peggiorò la patologia da cui era afflitto. Contemporaneamente cominciarono a manifestarsi dei problemi inerenti alla sua vita matrimoniale, poiché i lunghi periodi di lontananza dalla dimora coniugale, i suoi sempre più frequenti occasionali rapporti con altre donne, i suoi continui sbalzi di umore, dipendenti dall'abuso di farmaci, diventarono la fonte di continui diverbi con la moglie Priscilla. In seguito il protrarsi di questa situazione spinse poi la stessa, che normalmente non lo seguiva durante lo svolgimento dei suoi interminabili tour e che nel frattempo aveva imbastito una relazione sentimentale con un altro uomo, a chiedere la separazione da lui, nel febbraio del 1972, cosa che ottenne.

L'abuso di farmaci

Con il passare degli anni Elvis, allo scopo di reggere meglio il serrato ritmo della sua stressante attività concertistica, incrementò paurosamente il consumo di farmaci quali stimolanti e anfetamine. Parimenti, allo scopo di forzare poi il suo successivo riposo aumentò smodatamente anche il consumo di farmaci quali barbiturici e tranquillanti: il letale mix di farmaci che era solito assumere sempre con maggior frequenza e in quantità sempre più rilevanti, suscitò in lui una forma di grave dipendenza, e finì per incidere poi in modo negativo anche sulla sua salute. I ricoveri in ospedale divennero allora frequenti. Inoltre, a quella che sembrava la continua crescita di uno stato ipocondriaco, si aggiunsero poi le conseguenze di un'alimentazione eccessiva e disordinata, che portarono il cantante a ingrassare vistosamente e a sottoporsi poi, nel tentativo di recuperare un minimo di forma fisica, a spossanti diete dimagranti a base di medicinali.

Il divorzio dalla moglie e lo stato depressivo

Il 9 ottobre del 1973, nella città di Santa Monica venne sancito ufficialmente il divorzio tra Elvis e Priscilla e, sebbene, nonostante la fine del loro matrimonio, essi abbiano mantenuto in seguito buoni rapporti di amicizia che perdurarono sino al suo decesso, l'accaduto contribuì al profilarsi in lui di un periodo di acuta depressione. Risale a quel periodo la pubblicazione di un brano dal quale fu tratto un singolo di carattere fortemente autobiografico, dal titolo Always on My Mind (Sempre nella mia mente), che ottenne un certo successo e del quale un notissimo gruppo in auge negli anni ottanta, i Pet Shop Boys, produsse nel 1987 un rifacimento in chiave dance, che godette a sua volta di un ottimo riscontro di carattere commerciale.
Il suddetto stato depressivo e il conseguente abuso di farmaci posto in essere dal cantante allo scopo di combatterlo incise inevitabilmente sul suo già precario equilibrio psicologico. In conseguenza di ciò, egli iniziò a manifestare i segni di una volubilità e di un'irritabilità notevoli: questo stato di cose finì per incrinare i suoi rapporti con i membri del suo entourage. Animati dal risentimento, essi successivamente scrissero e fecero pubblicare un libro pesantemente diffamatorio nei suoi confronti, dal titolo Elvis: What Happened? (Elvis, cosa è successo?). Tale biografia venne scritta congiuntamente da Red West, Sonny West e Dave Hebler, che per quasi un ventennio erano stati i "membri storici" della cosiddetta "Memphis Mafia". Ovviamente il cantante venne a conoscenza del libro, se ne procurò una copia e lo lesse: ciò contribuì ulteriormente all'aggravarsi dello stato depressivo che già lo affliggeva da tempo.

Gli ultimi anni di vita


Una veduta della dimora di Elvis, Graceland
Una veduta della dimora di Elvis, Graceland

La tomba di Presley a Graceland
La tomba di Presley a Graceland

Il divorzio divenne effettivo nell'ottobre del 1973. In quel periodo la salute del cantante cominciò a declinare rapidamente. Durante quello lo stesso anno fu ricoverato due volte per overdose da farmaci: la prima volta aveva trascorso tre giorni in coma nella suite d'hotel dove alloggiava, mentre nel secondo episodio, avvenuto alla fine dell'anno, fu ricoverato in ospedale in stato di coma per overdose da petidina. Secondo il suo medico di fiducia George C. Nicophoulos, Elvis pensava "di non essere come un drogato che compra la roba in strada per il fatto che prendeva farmaci prescritti da un medico". Nei tre anni successivi produsse sei album di canzoni che incontrarono alterni giudizi di critica e pubblico; cinque di di questi album entrarono nella top five per qualche tempo e tre raggiunsero il primo posto. I diversi singoli ebbero un certo successo senza però raggiungere le cime della classifica.
Un segnale di problematiche legate alla salute del cantante era che, malgrado egli continuasse a impegnarsi in un gran numero di concerti, la durata di questi era ridotta, e di regola non duravano più di un'ora, a volte 50 minuti. Nonostante i problemi che lo afflissero, il cantante continuò a esibirsi in molte tournée, la maggior parte negli Stati Uniti senza fermarsi, e non modificava lo stile di vita nonostante gli avvertimenti dei medici. John Wilkinson, chitarrista che lavorò negli ultimi anni con Presley, lo ritrasse in particolari inquietanti: «Gonfio come un otre, balbettante, un vero rottame... c'era qualcosa che assolutamente non andava nel suo fisico... stava così male che le parole nelle sue canzoni erano totalmente indecifrabili...».
Presley, nonostante la giovane età soffriva di diverse patologie, in particolare: ipertensione arteriosa, cui forse era da correlare anche il glaucoma che continuava ad affliggerlo, aterosclerosi diffusa alle arterie cerebrali e coronarie, cardiomegalia, gravissime dipendenze da farmaci e da cibi non salutari, e megacolon. A ciò si aggiunse una obesità insorta rapidamente nell'ultimo anno di vita. Pur alternando condizioni fisiche spesso critiche, in alcune occasioni non mancò di prodursi in performance di indubbio livello, come la sua esibizione a Rapid City al Rushmore Plaza Civic Center il 21 giugno 1977, durante la quale eseguì una sentita e vocalmente valida interpretazione del pezzo Unchained Melody, brano utilizzato in seguito negli anni ottanta come colonna sonora del film Ghost nella versione del 1965 incisa dai The Righteous Brothers. Si esibì con continuità fino a poco prima del decesso, tenne il suo ultimo concerto il 26 giugno 1977 al Market Square Arena di Indianapolis davanti a un pubblico composto da 18 000 persone (spezzoni della colonna sonora tratta da quell'ultima esibizione sono contenuti nel CD pubblicato nel 2002 e intitolato Adios: The Final Performance).

La morte

Dopo una esibizione tenuta il 15 agosto il cantante ritornò a Memphis per riposare e dedicarsi ad un nuovo tour, che sarebbe dovuto iniziare attorno alla seconda metà del mese. Il 16 agosto, poco dopo mezzanotte, egli tornò a Graceland e, nonostante avesse già assunto un'abbondante dose di barbiturici, rimase sveglio sino alle prime ore del mattino, intrattenendosi con la famiglia e il suo staff, rilassandosi e curando gli ultimi dettagli del concerto che si sarebbe dovuto svolgere a Portland, l'indomani. Alle ore 4:30 del mattino egli si mise al piano, per suonare due canzoni gospel e il brano country Blue Eyes Crying in the Rain, l'ultimo pezzo che abbia mai cantato. Mezz'ora dopo si ritirò in camera per cercare di riposare prima della partenza ma, non riuscendo ancora a dormire, decise di assumere un'ulteriore dose di barbiturici.
Alle 9:30 prese il libro intitolato A scientific search for the face of Jesus, scritto da Frank O. Adams, e si diresse verso la stanza da bagno. Dopo 4 ore, alle 13:30, venne rinvenuto nella stanza da bagno dalla compagna Ginger Alden, che diede immediatamente l'allarme. Il cantante giaceva sul pavimento, nella zona antistante il water, con la fronte rivolta a terra ma con il corpo in posizione seduta, che appariva pertanto essere caduto dal gabinetto e non essersi mosso dal momento della caduta. In ambulanza fu trasportato al Baptist Memorial Hospital, dove giunse alle ore 14:56, i tentativi di rianimazione messi in atto nel trasporto furono inutili e all'arrivo risultò evidente che la morte era sopraggiunta già da diverse ore. Alle 15:00 ne fu dichiarata la morte, che in un comunicato ufficiale nell'immediatezza fu attribuita ad "arresto cardiaco", nonostante non vi fosse ancora alcun riscontro medico-legale. Elvis Presley aveva 42 anni.

I funerali

I movimenti di Presley venivano sorvegliati quotidianamente dai giornalisti, che spesso si aggiravano dinanzi alla casa. I mezzi di informazione vennero a conoscenza del fatto immediatamente e la voce della morte si diffuse con tempestività. Meno di un'ora dopo il decesso del cantante un migliaio di persone si erano già riunite davanti al cancello di Graceland: un'ora più tardi il loro numero si aggirava già sui tremila. Nel pomeriggio raggiunse e superò la cifra di ventimila, in tarda serata si raggiunsero e superarono le ottantamila presenze. Anche il successivo svolgimento delle esequie fu caratterizzato da quella forma di particolare e a volte grottesco folclore, che per tutto l'evolversi della carriera del cantante era stata alimentato dalla devozione che i suoi fan gli avevano sempre tributato.
Da tutto il mondo piovvero enormi quantitativi di ordini ai fioristi di Memphis, ai quali venne commissionato il confezionamento di migliaia di cuscinetti floreali a forma di chitarre, in riferimento allo strumento che aveva sempre accompagnato il cantante durante lo svolgimento di tutta la sua carriera, di cagnolini, in riferimento al brano Hound Dog (Cane da caccia), di orsacchiotti, in riferimento al brano (Let me be Your) Teddy Bear (L'orso Teddy), di cuori spezzati, in riferimento al brano Heartbreak Hotel (Hotel dei cuori infranti), e corone funebri della più svariata foggia, ma che si ispiravano comunque nella loro forma all'iconografia che era nata e si era successivamente sviluppata attorno all'immagine del cantante. Furono organizzati due voli speciali, allo scopo di trasportare ben cinque tonnellate di fiori dalla California e dal Colorado.
Lo svolgimento dei funerali venne anche funestato dal verificarsi di alcuni incidenti, dipendenti sia dalla enorme e caotica ressa che si era creata in quei frangenti, sia da quell'aura di fanatismo e isterismo collettivo che aveva sempre caratterizzato il rapporto che i suoi ammiratori più devoti avevano intrattenuto con il loro idolo.[141] Graceland, la maestosa tenuta acquistata dal cantante nel 1957, è diventata un vero e proprio museo: aperta al pubblico a partire dal 1982, essa è divenuta una sorta di santuario del rock, meta del pellegrinaggio continuo dei suoi innumerevoli fan.[142] Graceland risulta inoltre essere la seconda dimora più visitata degli Stati Uniti, con una media di oltre 10 000 presenze alla settimana, dopo la Casa Bianca, dimora storica del presidente della nazione.

Le circostanze del decesso

Il rinvenimento del cadavere e le varie ipotesi sulle cause della morte

Il 16 agosto 1977 Elvis fu rinvenuto esanime dalla fidanzata Ginger Alden all'interno del suo bagno a Graceland, si presume deceduto a causa di un attacco cardiaco. Sono comunque state successivamente formulate una ridda di ipotesi inerenti alle cause del suo decesso, sul quale permangono dubbi e perplessità. Secondo un noto biografo del cantante, Peter Guralnick, il suo medico personale anni dopo così si espresse, interpellato sulle modalità della sua morte: «Elvis aveva vomitato dopo essere stato colpito da infarto, a quanto pare mentre era seduto sul water». Dopo avere effettuato l'autopsia del cadavere, nel suo corpo fu riscontrata la presenza di tracce di ben quattordici sostanze medicinali differenti, che in seguito si scoprirono essere state legalmente prescritte dal suo medico personale.
Gode di un certo credito la tesi secondo la quale il cantante abusasse ampiamente di psicofarmaci, anfetamine, barbiturici e stimolanti. Altra causa imputata per giustificare la morte del cantante fu la sua eccessiva obesità, poiché secondo la stima del medico che effettuò l'autopsia sul suo corpo, egli al momento del decesso pesava circa 158 kg. Si presume che egli avesse raggiunto in buona parte quel peso eccessivo nell'ultimo periodo della sua esistenza, poiché in quei giorni trascorreva la maggior parte del tempo rinchiuso all'interno delle sue stanze, abbuffandosi continuamente di cibo in preda alle sue paranoie, cercando in tal modo di consolarsi e di tirarsi su di morale, e divorando quantità eccessive di dolciumi fritti, cheeseburger, gelati, pizze, panini fritti con bacon, burro di arachidi e banane, tutti alimenti che avevano sempre fatto parte del suo poco raccomandabile regime alimentare.
In effetti taluni sostengono che verso la fine della sua esistenza la dieta del cantante consistesse unicamente nell'assunzione spasmodica di panini da lui ideati, contenenti svariati strati di carni varie, salse, marmellata e burro di arachidi, che egli definiva "oro dello stolto". I medici che ebbero in cura Elvis all'epoca avevano già cercato di convincerlo a sostituire tale regime alimentare con uno più sano e regolare, senza ottenere il benché minimo successo, già a partire dal 1974, dunque circa tre anni prima. Non trascurabile poi anche l'ipotesi di uno shock anafilattico, provocato da una parziale allergia alla codeina, sostanza presente in dosi elevate nei farmaci contro il mal di denti che egli stava assumendo in dosi massicce durante quei giorni.
Un'ulteriore ipotesi sulla morte è stata formulata dal suo medico personale, il dottor George Nick Nichopoulos, che si occupò della salute del cantante a partire dal 1965. Il medico ha pubblicato nel 2010 un libro dal titolo The King and Dr. Nick, in cui spiega nel dettaglio la sua versione delle reali cause della morte di Elvis. Secondo il dottore, Elvis morì a causa delle conseguenze di una patologia che viene definita costipazione cronica e per questo motivo fu rinvenuto esanime vicino al suo WC: la costipazione cronica causa infatti un colon sproporzionato, una mobilità intestinale quasi inesistente e anche una notevole obesità (tutte circostanze riscontrate durante l'autopsia del cadavere). Il cantante sarebbe cioè stato affetto da quella che viene definita la malattia di Hirschsprung (erroneamente chiamata dal medico malattia di Hershberger).

I dubbi sulla veridicità del decesso e la nascita di leggende metropolitane

Dopo la scomparsa del cantante si diffuse immediatamente una notevole quantità di singolari, svariate e fantasiose illazioni, che contribuirono alla nascita e al successivo consolidarsi di una particolare leggenda metropolitana, che gode di un certo credito. Tali illazioni all'epoca sostenevano che il cantante non fosse realmente deceduto, ma che in realtà fosse ancora vivo e che la sua dipartita fosse solo una messa in scena, posta in essere allo scopo di consentirgli una specie di fuga definitiva dall'esistenza troppo logorante che egli, ormai totalmente schiavo dello show business, era stato costretto a condurre.
A partire dalla data del suo decesso, la presenza del cantante è stata segnalata un po' ovunque, nelle più svariate località del mondo. Nel corso degli anni sono giunti a conoscenza delle varie cronache una moltitudine di diversificati, spesso inverosimili e talvolta ridicoli avvistamenti di Elvis. Esiste un discreto numero di associazioni, in modo particolare statunitensi, impegnate nel sostenere a oltranza e con convinzione queste teorie. Tra le ipotesi più inverosimili fra tutte quelle che sono state formulate nel corso degli anni, spiccano per esempio quella che palesa la possibile origine aliena del cantante. Tale ipotesi viene citata anche durante lo svolgimento delle scene finali del film Men in Black e si fa riferimento a essa anche in una canzone interpretata dal complesso dei Dire Straits dal titolo Calling Elvis.
Un'altra ipotesi è quella secondo la quale la scomparsa del cantante fu in realtà l'esito inevitabile del suo inserimento forzato in un programma posto in atto dal Federal Bureau of Investigation (FBI) e riguardante la "protezione dei testimoni". Fra le più strane storie che sono nate anche grazie a quella particolare aura di mistero che ha sempre gravitato attorno al personaggio, non va poi dimenticata quella che gli attribuisce anche il suo coinvolgimento nel complotto che nel corso degli anni sessanta ebbe come conseguenza l'omicidio del presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy.

Discografia

Data di uscita - Titolo - Etichetta - Tipo album

Studio

1956 - Elvis Presley - -
1956 - Elvis - -
1957 - Elvis christmas album - -
1960 - Elvis is back - -
1960 - His Hand in Mine - -
1961 - Something for Everybody - -
1962 - Pot Luck - -
1967 - How Great Thou Art - -
1969 - From Elvis in Memphis - -
1969 - From Memphis to Vegas/From Vegas to Memphis - -
1971 - Elvis Country (I'm 10,000 Years Old) - -
1971 - Love Letters from Elvis - -
1971 - Elvis Sings the Wonderful World of Christmas - -
1972 - Elvis Now - -
1972 - He Touched Me - -
1973 - Elvis ("Fool" album) - -
1973 - Raised on Rock/For Ol' Times Sake - -
1974 - Good Times - -
1975 - Promised Land - -
1975 - Today - -
1976 - From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee - -
1977 - Moody Blue - -

Raccolte

1958 - Elvis' Golden Records - -
1958 - For LP Fans Only - -
1959 - A Date with Elvis - -
1959 - Elvis' Gold Records Volume 2: 50,000,000 Elvis Fans Can't Be Wrong - -
1963 - Elvis' Golden Records Volume 3 - -
1965 - Elvis for Everyone - -
1968 - Elvis' Gold Records Volume 4 - -
1974 - Elvis: A Legendary Performer Volume 1 - -
1976 - Elvis: A Legendary Performer Volume 2 - -
1976 - The Sun Sessions - -
1977 - Welcome to My World - -